Valutazione del prodotto – OCSE: fase finale nel processo di convalida di un nuovo metodo alternativo

Nel 2012 l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha fornito la sua approvazione tecnica a un metodo alternativo alla sperimentazione animale in collaborazione con L'Oréal. Un altro sguardo a una svolta fondamentale.

Valutazione dei prodotti

L'Oréal ha sviluppato un metodo alternativo basato sull'esposizione alla sostanza testata delle uova e dei pesci nelle prime fasi di vita per valutare la possibile tossicità di un prodotto.

Valutazione dei prodotti

L'Oréal ha sviluppato un metodo alternativo basato sull'esposizione alla sostanza testata delle uova e dei pesci nelle prime fasi di vita per valutare la possibile tossicità di un prodotto.

Nel 2012 l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha approvato tecnicamente un metodo di sperimentazione alternativo sviluppato in collaborazione con L'Oréal. Da oltre vent'anni il Gruppo si impegna a studiare alternative alla sperimentazione animale per valutare la sicurezza dei suoi prodotti e ingredienti. Il metodo si basa sull'esposizione alla sostanza delle uova e dei pesci nelle prime fasi di vita per valutare la possibile tossicità dei prodotti con risciacquo quali shampoo, colorazioni per capelli e balsami. Questa approvazione costituisce la conclusione di un progetto iniziato quasi un decennio fa che ha visto la partecipazione di gruppi di lavoro dell'OCSE e dell'Health and Environment Science Institute (HESI), che si occupano di individuare metodi di test alternativi e che riuniscono le competenze di importanti attori industriali (tra cui L'Oréal), accademici e autorità. L'OCSE è l'ente internazionale di riferimento per questi metodi di valutazione e la sua approvazione rappresenta un passo importante per L'Oréal. Una volta approvato, il metodo dovrà essere integrato nei testi normativi nazionali e internazionali. L'Oréal, che ha già reso un importante contributo allo sviluppo della maggior parte delle soluzioni alternative attualmente approvate nel settore cosmetico, prosegue le sue ricerche sulle prestazioni di queste sperimentazioni. Nel novembre 2012 il suo progetto di ricerca congiunta con l'Università di Lipsia è stato riconosciuto dal Partenariato europeo per la promozione di metodi alternativi alla sperimentazione animale (EPAA).